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La vera storia del Tuglie Calcio
La vera storia del calcio a Tuglie
Il Tuglie viene iscritto alla Figc dal Pres. Rag. Antonio Tuma insieme ai dirigenti Cataldi, Rocca e Benvenuto e dai collaboratori Carichino, Serra, Natali, ed altri che ora non ricordo. Il primo allenatore fu il Prof. Toscano.
Tutto inizia nel lontano 1968/69. Ricordo i compagni di quel periodo: Fedele, Cazzato, Rino, Pagliara F., Pagliara O., Bove, Provenzano, Buccarella, Siciliano, Sabato, Manta, Longo, Mattera R. ed io, e molti altri che non ricordo. Allora il Tuglie, non avendo il campo sportivo, giocava a Sannicola. Dopo qualche anno arrivammo in exequio al primo posto con il Sannicola e dovemmo disputare la finale valida per l’accesso alla Seconda categoria su campo neutro, a Matino. Perdemmo 1 a 0 a 10 minuti circa dalla fine dopo aver dominato la partita. A segnare fu Napolitano. Nonostante la sconfitta fummo ripescati ugualmente per meriti sportivi. Dopo qualche anno la Don Bosco Tuglie si unì alla Polisportiva Tuglie. Alla fine degli anni 80 lasciai il calcio giocato per motivi personali, in Prima categoria ma fui richiamato insieme a due altri miei compagni per dare una mano alla squadra (ormai in zona retrocessione), a tre partite dalla fine. In quel periodo ero già sposato e vivevo a Sannicola. Vincemmo tutte e tre le partite e salvammo la squadra. Ricordo la prima partita che per poter giocare, mi imbottii di tranquillanti tra il primo e il secondo tempo, all’insaputa dei miei compagni, perché ero preso da un forte esaurimento nervoso, per la morte del mio primo figlio. Vincemmo ad Uggiano la Chiesa contro l’”amico-avversario” Beneggiamo e fu una delle mie migliori prestazioni in assoluto. L’allora allenatore era Giannattasio di Lecce. Questo è l’inizio della vera storia del Tuglie Calcio.
Questo mio inciso sulla vera storia del calcio a Tuglie è una risposta alle persone che tramite giornali e tv locali si ostinano a parlare sempre di Bruno Erroi Presidente quando il vero fondatore della società tugliese è stato il Rag. Antonio Tuma, negli anni 1968/69.
WILLIAM MATTERA
Polisportiva Tuglie
"Parlando di calcio..."
PREFAZIONE
Quando si parla di calcio, dobbiamo capire che tanti anni fa, i nostri avi, avevano inventato questo bellissimo gioco,che doveva coinvolgere milioni e milioni di persone nonché di bambini, che rendeva loro una felicità immensa nel praticarlo. Ma, man mano che si cresce e si matura, si capisce che quel gioco che sembrava stupendo, pian piano sfioriva, vedendo tutto quello che succedeva intorno ad esso, con tutte le sue problematiche, ipocrisie e falsità.
Capitolo 1
I sogni
Quando si è bambini, il sogno ricorrente di ognuno di noi, è finalmente finire i compiti e uscire in strada insieme ad un pallone e giocare con gli amici, per ore ed ore, sognando di diventare da grande un calciatore, e ad ogni piccola prodezza, un gol, un dribbling, o per una punizione eseguita bene, si scandisce il nome di un campione. Chi Maradona, chi Baggio, chi Del Piero o Messi, e si sogna, tanto sognare non costa niente.
Poi a malincuore viene la sera e si finisce di gioire per questo stupendo gioco, si ritorna a casa, con i soliti rimproveri dei genitori, quindi i nostri sogni ritornano in un cassetto aspettando che arrivi un altro giorno.
Poi pian piano il tempo passa e si diventa ragazzi, ma quella palla ci fa sempre sognare.
Si cresce sempre di più e quel gioco spensierato, martella nella nostra mente, vedendo TV e leggendo i giornali, idolatrando i campioni che scandivamo da bambini , e i compensi, la visibilità che il Mondo dà a questi campioni così, i sogni che da bambino crollano in toto alla nostra fantasia e si incarna in noi l’arrivare a tutti i costi in questo adorato Mondo che fino a tempo fa era solo un gioco stupendo per noi bambini. Ed è qui che per ognuno di noi si finisce di sognare.
Si incomincia a sperare che i sogni da spensierati, diventano per un po’ realtà e si capisce che, il calcio è tutto un Mondo totalmente diverso da come l’avevamo sognato, pieno di ipocrisia, falsità, invidia, per questo meraviglioso gioco che tutti noi amavamo.
Poi ci accorgiamo che è solo un business, come una grande torta di cui tutti vogliono averne una fetta.
Si diventa finalmente grandi e le nostre menti, ormai mature, capiscono che questo mondo pallonaro che noi tutti sognavamo, non è altro che una macchina di grossa cilindrata che produce solo e soltanto soldi, pieno di corruzioni nei palazzi che contano , fino ai suoi ultimi personaggi che seguono questo sport amato da milioni di persone nel Mondo. In questi palazzi si lotta, si scalcia, si bara, per arrivare sempre più in alto e non c’è spazio per gli uomini onesti in questo sport che vengono addirittura emarginati.
Ci accorgiamo che troppa gente si erge sapiente del calcio, e non sanno che esso è solo un gioco. Certo, vi domanderete, perché c’è una figura chiamata allenatore? Perché è scritto nelle regole, ma se riflettiamo bene, poca valenza egli ha, se non per qualche modulo di gioco, qualche sostituzione in corso per sistemare durante lo svolgimento dell’evento qualche errore fatto prima. Quindi non è altro che un lavoro ben retribuito ma tante altre persone svolgono un diverso lavoro per il proprio sostenimento quotidiano, anche se poco retribuito.
Poi con la mente di adulti si torna indietro e ci accorgiamo che quei meravigliosi sogni non erano altro che pura falsità.
CAPITOLO 2
La realtà
Dopo i sogni che si ha da bambini per questo stupendo sport , che è il gioco del calcio, ti accorgi col passare degli anni che in realtà questo è sostanzialmente un mondo irto di falsità ed ipocrisia. Ti accorgi che tra corruzioni nei palazzi, nei salotti televisivi, sui giornali, quello che tu credevi un bel gioco non è altro che “una macchina da soldi”.
Ti accorgi che tutto è cosi irreale in questo mondo pallonaro, dove gli atleti sono gli artefici principali, con i loro stipendi milionari e che senza di loro lo show non può iniziare.
Ma loro però non sono i veri colpevoli, essi sono l’anello di una catena principale dove tutto ruota intorno e che senza quella macchina di cui parlavo si può fermare, altrimenti l’ingranaggio che tanti soldi produce si arresta ed è la fine.
Le figure di cui vivono le persone che seguono questo sport aumentano sempre di più a dismisura e tutti ne traggono beneficio.
Si moltiplicano i personaggi, ti sembra di stare in un teatro, e che la recita stia per iniziare.
Vedi persone che si inventano svariati ruoli per partecipare a questo business. Vedi persone che si umiliano, vedi nascere a iosa procuratori, portaborse dei procuratori, Ds. sempre di più, presidenti, dirigenti, che fino a ieri facevano un altro lavoro, ma vedendo che questo sport sta diventando sempre di più un immenso business, si tuffano in toto in questo, che per loro è un lavoro immensamente retribuito a qualunque altro lavoro.
Esso porta visibilità immediata per chi vuol fare solo soldi.
Ma vi sono anche coloro che i soldi li anno e parlo dei presidenti o dei Ds. che pur di avere quella famosa visibilità, fanno di tutto che ciò avvenga.
Vivendo nel Salento, un presidente, di cui non faccio il nome, per avere visibilità nel mondo politico ed avendo una montagna di quattrini, compra una società di calcio. Con essa si fa pubblicità, scalando sempre di più nel mondo politico. Il suo unico obiettivo è investire tutto ciò, pur non riuscendo a coniugare insieme due parole, parlando di calcio, ma è tanta la sua megalomania di potenza che con i soldi lui ottiene.
Divenendo addirittura un parlamentare che può, tramite il suo partito, finanche decidere in quel ramo (politico), anche il futuro di noi comuni mortali.
Ma si può, con il calcio e con la sua visibilità globale arrivare a tutto ciò? Si, questa purtroppo è la realtà.
Vorrei citare con un esempio che anche un Ds. che sta appena affacciandosi, e che per anni ha vissuto di luce riflessa del suo più illustre Maestro e che niente ha dato a questa figura, in questo mondo chiamato calcio può essere meschinamente solo e soltanto ipocrita e falso.
Il calcio è solo una grande ed immensa macchina per far quattrini, e come dei condor vogliamo tutti partecipare a questo banchetto.
Poi in gioco ci sono i “mass-media”, un esercito di persone che devono anche loro vivere. Opinionisti, ex calciatori, giornalisti, e chi più ne ha più ne metta. Questi danno vita con i loro talk-show a delle falsità ed ipocrisie più palesi e visibili. Solo le persone tifose capiscono le loro stupidità.
Tutte queste trasmissioni così faziose, poi sono boicottate da molte persone che di calcio capiscono, o perché lo hanno praticato o perché hanno l’abilitazione per insegnarlo, ma queste trasmissioni fanno presa a quella marea di tifosi o a quegli opinionisti al saldo solo del gettone di presenza, o a quel giornalista che con la sua presenza dovrebbe portare visibilità al suo giornale e al suo editore che lo paga, o a quel conduttore che con le sue domande ad hoc e provocatrici, fa alzare l’indice di ascolto, perché nel frattempo con l’incompetenza che c’è, fa svanire quei sogni che da bambini tutti noi avevamo per il calcio, emblema solo di lealtà e sana competizione sportiva.
Si vedono in giro tante persone incompetenti in questo sport, come attori subrette, scrittori, opinionisti, che nulla hanno in comune con esso, però anche per loro la visibilità è fondamentale per la loro vera professione.
Mi domando quindi: “Di cosa stiamo parlando? Di sport o di una cosa che per avidità del vile denaro l’abbiamo trasformata in una giostra chiamata calcio?
CAPITOLO 3
I PALAZZI CORROTTI
C’è marciume in quei palazzi, dove si dovrebbero scrivere le regole e quindi farle rispettare. Ma invece la lotta al potere aleggia sempre di più, si palpa, si respira dentro sempre e comunque.
Ci si sbrana l’uno con l’altro per aver sempre più potere. La gente lo sente e ne è disgustata. Si sbranano, si formano coalizioni contrapposte ad altre, si accusano a vicenda e tu vedendo tutto questo scempio, ti senti umiliato nell’aver creduto in questo sport, nella sua lealtà, e i sogni che avevamo da bambino vanno a morire.
Chi ha amato questo sport, viene umiliato da questo vedere, ed incredulo muore con esso.
Se il potere porta a tutto ciò, non si può che aspettare perché la pentola prima o poi si dovrà scoperchiare, e come un orologio svizzero ci arriva “Moggiopoli” come una conseguenza di una “mafia calcistica” che covava da tanto tempo nel calcio. Quindi processi, scudetti dati ad altri, mentre chi l’ha vinto sul campo con sudore e lealtà, ed ignaro di tutto, non può fare altro che provare un senso di impotenza. Cos’altro ci rimane da fare?
Si incomincia intanto a respirare quel profumo di perbenismo in questo sport, come se adesso quelle persone, che riempiono pagine di giornali, o commentatori in TV, con i loro talk-show, niente sapessero o potessero immaginare.
E’ in questo periodo che l’Italia pallonata, ed in tante trasmissioni, spuntano come funghi i sapienti moralisti di questo sport..
POI LO SCANDALO DEL CALCIO
E’ stato ribattezzato lo scandalo-intercettazioni ed ha investito il calcio com uno tsunami del pallone italiano. Al centro degli interessi è finito Moggi, potente D.g.., che tramite designatori arbitrali, sceglieva arbitri amoci. Questo tsunami coinvolge anche il palazzo generale, subentra anche la politica, con due ministri vicino al signor Moggi. Lo scandalo è appena iniziato e questo terremoto calcistico, colpisce soprattutto solo e soltanto il tifoso, che credeva i questo sport er alla sua lealtà, ed a una maglia che per lui è come una fede, ignorando che tutti questi sogni che coltivava da bambino erano taroccati da persone marce che ruotano in questo Mondo e al risveglio l’immensa delusione dei valori che credeva.
Ora spuntano come funghi eserciti di buoni samaritani, in TV, sui giornali, ecc..., tutti, dai politici agli ex calciatori, e chi più ne metta, tutti concordi come se fossero dei professori, predicando moralismo e che all’unisono, con grande coesione, chiedono che siano iscritte le regole del calcio, ma non si accorgono che anche essi hanno contribuito a questo flagello calcistico.
Ma cosa credono, questi professori, che predicando con questo falso moralismo che, i tifosi non capiscano?che le regole ci sono, vanno solo rispettate. Da tutto questo scandalo, la vera vittima non sono i falsi uomini che ruotano intorno al calcio, ma gli appassionati, in generale, e il tifoso in particolare.
Troppa gente si erge come sapiente di questo sport; sono molte le persone che a vario titolo voglio solo visibilità. Chi andando in TV, chi rilasciando interviste, chi pronando il capo a qualcuno, che in quel Mondo ci vive da anni, per far sempre e comunque denaro (e che niente capiscono di calcio). Noi, che non contiamo un bel niente ma che cariano di calcio o perché l’abbiamo praticato o che abbiamo una qualifica tecnica, siamo, schifati da tutto questo marciume tanto da ridare indietro tutto per protesta, in promis per essere apposto con la nostra coscienza, a quei corrotti dl calcio che vivono nei palazzi che contano, e che comandano questo sport.
Ma poi scopriamo in noi quel senso di purezza, di fierezza, e ci domandiamo: “Perché dar loro vinta per tutto questo?”. Quando con tanto sacrificio abbiamo percepito per amore di questo sport.
Ma ristorando alla vis9bilità delle persone in TV, quanta falsità, quanta ipocrisia si legge nei volti di queste persone, i quali pur di vendere la loro falsità, la loro ipocrisia, vendono la loro
dignità,prima di uomini liberi, perché sono lì solo per qualche gettone di presenza, o ancor peggio per farsi notare, ma non fa niente Tutto questo gli riporta un rendiconto, “l’immagine” quello che sta dicendo”.
Ma al tifoso che ama il calcio, una maglia, tutto questo non gli importa.
Ora mi domando:” Per quanto tempo questi personaggi o presunti tali, devono affondar sempre di più il calcio che tutti noi sognavamo?”.
Ce ne sono tanti in giro di questi personaggi, dagli opinionisti, ai Ds., dai giornalisti, ai presidenti, a procuratori che vendono il loro prodotto, anche scorrettamente (come la Società Gea), e mi domando: “Perché non porre fine a questo vergognoso scempio che questi pseudi personaggi, con il loro modo di operare scorrettamente, stanno facendo morire questo bellissimo sport?”.
O, non è forse come io penso?
Ma la mia lealtà intellettuale mi dice che non ha senso fare questo perché poi questi signori che tanto parlano e niente dicono, se non fanno tutto questo, come fanno a vivere se non di visibilità?
Poi dico: “Questo è un gioco e come tale facciamolo giocare. E tu che scrivi e vuoi dare un senso a tutto ciò, perchè non entri a farne parte? Io rispondo con lealtà, ma è la mia coscienza che me lo impedisce.
In questo mondo sportivo bisogna avere la forza di non essere se stessi ma bisogna avere quel dono ipocrita di sottomissione per tutto e per tutti, solo così si avrà successo.
Ci sono tanti casi lampanti che lo dimostrano.
In una squadra di calcio, dove c’è un presidente megalomane pieno di soldi, padre padrone, tutti i suoi collaboratori sono proni ai suoi desideri di onnipotenza che ha per il vile denaro, dai dirigenti fino all’ultimo dei suoi componenti che formano la società.
Essi sono solo dei numeri al servizio del loro padrone.
Si inchinano al loro padrone, si fanno umiliare dal loro padrone, per loro la dignità non esiste, ma esiste solo il denaro che gli viene loro corrisposto, tutto il resto non conta per loro.
E mi domando ancora: “Può davvero un uomo, che nasce libero, senza che sia stato programmato, arrivare a tanto?” La risposta è si. Perché se l’uomo non ha quella dignità che in ognuno di noi è innata, allora che uomo è?
Ma la rabbia che più adita uno sportivo vero o un competente di calcio è vedere questi presidenti (che nulla capiscono di calcio), parlare di calcio, mentre noi comuni mortali, dobbiamo capire che loro fanno tutto questo per un tornaconto, come immagine per i loro scopi, che vanno dalla politica o da un altro ramo. Loro spendono il loro denaro sotto forma di pubblicità, e hanno scoperto che il calcio è la massima espressione. E che nessuna tv o giornale, può dare a loro più visibilità.
Ora mi domando ,tutto questo
Non e’ troppo?e quei sogni che da bambini che tutti noi cullavamo dove sono andati a finire?Ora che cerco di capire ,dove e finito quel sogno che tutti noi cullavamo ,mi risveglio basito alla cruda realta’ della vita. Il calcio che sentiamo discutere in tv sembra uno sport molto complicato. Si parla di moduli, diagonale, zona ecc… che i tifosi stentano a capire, ma non e cosi. E semplice da capire ed anche da praticare, e solo gioia e divertimento, e una disputa tra 22 uomini che cercano di superarsi con lealtà e rispetto verso gli avversari, e alla fine vince sempre il migliore, che di solito è colui che lo pratica con quello spirito di divertimento e di spensieratezza come quando da bambini facevamo. Il calcio non è quella scienza che mister, ds, conduttori, opinionisti e tanti altri complicano ma e solo e soltanto un bellissimo gioco che come tale si dovrebbe praticare. Mi domando ora che sono una persona adulta e che ama questo sport “questo sport che io tanto ho amato, amo e amerò, dov e andato a finire?”. Ora che non posso piu praticarlo (per ragioni di età), seguendolo in tv, mi diverte sempre e mi fa sognare, mi fa tornare a quei tempi cosi lontani, cosi felici, e che niente e nessuno puo piu far rivivere. La mente vola ne nessun ostacolo ne nessuna barriera puo fermarla, volo cosi alto che mi sembra di scalare le montagne. Puo sembrare banale a voi che leggete tutto questo ma a me no. Questo e l amore che ho per il calcio.

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